Basta strappi i Jeans tornano puliti
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Saranno blue-black, immacolati e tendenzialmente molto scuri. Superate le tendenze “destroy”, con strappi e effetti “scolorito”, i jeans tornano alle origini, “puliti” e senza orpelli o elementi distintivi. Si spazia dal modello strettissimo, a sigaretta, stile “skinny”, il più amato dalle star, a quello molto ampio. Meglio se a vita alta. Anche per la prossima primavera-estate saranno loro il capo cult. Da indossare sempre più con stile e bon ton, un po’ meno “country” e un po’ più “elegant”.
Il denim conferma il suo strapotere nel mondo della moda. Le sfilate parlano chiaro e dai guru della moda arrivano segnali eloquenti: è lui il sempreverde delle passerelle. Da tessuto povero, con cui nel Settecento si coprivano i carichi delle navi, un tipo di tela blu usata per confezionare anche le vele delle navi a Genova, da cui deriva, secondo molti, il nome Blue Jeans, blue de Genes, ovvero blu di Genova, a trend senza tempo e senza età.Che anche quest’anno ritroviamo di tutte le tagli e di tutti i tipi.
Aumentano del resto in Italia vendite e fatturato, solo lo scorso hanno gli italiani hanno acquistato 40 milioni di paia di jeans, praticamente un jeans a testa. Ed arriva persino per la prima volta la fiera mondiale del jeans che si svolgerà a Rimini tra il 14 ed il 16 di giugno 2007.
Insomma, ne hanno fatta di strada i jeans da quando nel 1950 iniziarono la loro interminabile ascesa nel mondo della moda, grazie ad un sarto di nome Levi Strauss, che decise di cucire dei pantaloni fatti di questa tela per i cercatori d’oro. Grazie alla resistenza di questo tessuto, infatti, le pepite potevano essere tenute in tasca senza il rischio di perderle per strada. Da allora nel mondo furono venduti più di due miliardi di jeans.
Pantaloni dei pantaloni, da indossare dal giorno alla sera, per sentirsi a posto in (quasi) tutte le occasioni. Ed è per questo motivo che l’industria della moda ripropone il denim in mille modi e maniere: dalla versione “street”, all’abito “bon ton”, dalla salopette allo spolverino.
Moltissimi i brand nati come marchi sportivi, che adesso sfilano in passerella, orgogliosi di presentare il loro cavallo di battaglia, come ad esempio: Diesel, considerato ormai il marchio di fabbrica del “Luxury Denim”, nonché oggetto del desiderio di milioni di persone in tutto il mondo.
Nemmeno Lagerfeld disdegna il denim per la collezione primavera-estate di Chanel, esibendolo addirittura per un total look. Addicted to denim insomma, ieri oggi e sicuramente anche domani.
Ne esistono anche versioni dal prezzo (ben oltre i 1000 Euro), tecnologici (con MP3) e addirittura con push up.
Il valore aggiunto? Essere trasversali, usati da tutti indipendentemente dal grado sociale e politica, insomma una tela mitica che non smette mai di stupire.
Le proposte per le prossime stagioni vedono il mitico denim declinato in tutte le salse.
Tra i trend tutine e salopette versione shorts e gonne in denim molto corte.
Da INVISTA, multinazionale americana proprietaria di LYCRA, il principale marchio al mondo di fibra elastomerica e di altre fibre elastiche e soluzioni tessili, arriva poi un nuovissimo brevetto, XFIT LYCRA. La novità, basata sull’esclusivo utilizzo di fibra LYCRA all’interno di tessuti denim, permette ai capi in jeans, pantaloni, giubbotti o camicie che siano, di acquistare una elasticità multi-direzionale che aumenta il comfort, la vestibilità e consente un benefit di movimento a 360 gradi, con un perfetto recupero della forma.
I tessuti realizzati con questa nuova tecnologia consentono ai designer di applicare qualsiasi tipo di finissaggio, di effettuare trattamenti ‘stone-washed’, lavaggi, abrasioni e trattamenti di vario genere, senza compromettere la vestibilità e l’estetica del capo finale.
Tra vintage e contemporaneità nasce poi il Carrot Jeans, nuovo nato del brand Replay che lo ha ripescato negli archivi, riattualizzandolo e rendendolo molto fashion. Un jeans dalla vita alta e stretta che si ammorbidisce sui fianchi per stringersi alle caviglie. Il jeans dalla lunghezza che sfiora appena le caviglie, si indossa con decolleté dal tacco alto per un look ultra tendenza.
In generale il jeans si indosserà aderente, con i tacchi alti o le zeppe e la vita alta, abbinato ad un top prezioso e romantico o ad una blusa etnochic. Oppure prevarrà quello con fondo largo 26-28 cm, scuro, scurissimo. Proibita la pancia scoperta!
Persa la sua prerogativa “country” i jeans assumono sempre più un’aria molto “perbene”, no alle trasgressioni sì a tratti distintivi di bon ton e di stile. Insomma da indossare di giorno con sandali o ballerine, t-shirt vintage, lunghe o bluse dal taglio maschile, ma anche di sera con casacche pailettate e giacche destrutturate new bon ton.
Non solo americani poi o italiani. I jeans si fanno semper più globali. E allora ecco arrivare queli della linea Cycle in perfetto stile geisha foderati con stoffe ricavate da kimono originali. O quelli che fanno impazzire Australia e Nuova Zelanda, di 18th Amendment, battezzati con i cognomi delle più grandi dive di Hollywood, dalla Dietrich alla Monroe e alla Hayworth. Coniugano invece glamour e rispetto per l’ambiente i jeans ecologically correct Notify Organic, realizzati con cotone coltivato senza concimi chimici e pesticidi, tinti con colori al 100% naturali e fatti asciugare al sole senza spreco di energia.
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