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Calcio niente partite in impianti non a norma

Partite in altre città o a porte chiuse per le società che giocano in impianti non in regola, estensione delle norme di giustizia sportiva in un’area più vasta esterna agli stadi, regole che tronchino i rapporti “non virtuosi” di tesserati con la tifoseria.
Sono queste le misure, annunciate oggi dalla giunta straordinaria del Coni, come prima risposta all’emergenza provocata dai gravi incidenti a margine dell’incontro Catania-Palermo, culminati venerdì sera con l’uccisione dell’ispettore di polizia Filippo Raciti. Misure che il Comitato olimpico ha dato incarico alla Federazione italiana giuoco calcio di adottare, in vista delle misure che verranno decise domani dal governo in un incontro straordinario a Palazzo Chigi. “Il decreto Pisanu (Giuseppe, ex ministro dell’Interno) — ha dichiarato il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi — rappresenta la norma che deve essere rispettata altrimenti non si possono svolgere gli incontri ma a questa normativa la federazione potrà produrre in base alla normativa federale ulteriori adempimenti”.

DECISIONE SU STOP CAMPIONATI DOPO I FUNERALI

Per sapere qualcosa in merito alla durata dello stop ai campionati imposto dalla Figc dopo gli scontri, occorrerà attendere dopo i funerali dell’agente che si svolgeranno domani a Catania in tarda mattinata, ha spiegato il commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli. “Voglio mostrare rispetto per il lutto della famiglia (Raciti) . I funerali si svolgeranno domani e pertanto qualsiasi decisione è rinviata a dopo i funerali”, ha detto Pancalli, a margine della giunta del Coni. Pancalli ha più volte detto finora che il campionato resterà fermo fino a quando non saranno prese misure drastiche. Il Coni ha inoltre preannunciato il rifiuto della licenza per l’anno sportivo 2007-2008 a impianti non in regola con il decreto Pisanu e con la normativa federale per il rilascio della stessa: “Le città che non avessero l’impianto con la licenza dovranno far svolgere le partite in altre città o a porte chiuse”, ha detto Pagnozzi.

Questa normativa, ha aggiunto, dovrà essere emanata dalla Federazione in stretta collaborazione con i prefetti delle località interessate.

Pagnozzi ha poi detto che il Coni ha deciso l’estensione dell’applicazione delle norme di giustizia sportiva anche alla cosiddetta area riservata, quella che gli impianti in regola hanno tra i tornelli e gli ingressi di prefiltraggio. Il segretario Coni ha poi preannunciato l’emanazione di “norme federali e di serietà per l’interruzione di ogni rapporto non virtuoso da parte di dirigenti, allenatori e calciatori con organizzazioni di tifosi dedicando comunque energie e mezzi per pianificare la sicurezza a livello gestionale”. I principali quotidiani nazionali hanno anticipato oggi che tra le proposte al vaglio del tavolo di domani a Palazzo Chigi vi è la decisione di bloccare i campionati per ancora un altro turno e poi chiudere al pubblico gli stadi, sospensione immediata degli incontri in caso di lancio in campo di fumogeni o petardi, attuazione immediata delle norme già previste dal decreto Pisanu e non ancora pienamente in vigore, come i biglietti nominativi, i posti numerati per poter identificare ogni spettatore, videosorveglianza con tv a circuito chiuso, controlli agli ingressi con “tornelli” automatici con lettore automatico di tessere e biglietti.

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