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Archive for the 'Moto' Category

Valentino Rossi indagato dal fisco

Monday, August 13th, 2007

Il piu’ famoso motociclista italiano e’ indagato dal fisco per un evasione che ammonta intorno ai 60 milioni di euro! Stiamo parlando di Valentino Rossi, il celebre pilota romagnolo che ci ha fatto sognare ed esaltare ora sta facendo sognar le casse della finanza italiana: pare infatti che ci sia un buco nelle sue dichiarazioni tra il 2004 e il 2005 dove il pilota non avrebbe dichiarato “quasi” nulla evadendo ben 60 milioni di euro: una cifra astronomica.

Pare che sia da tre anni che gli 007 del fisco italiano stanno cercando di ricostruire il tutto sulla base di una fittizzia residenza a Londra, varie ville, case e barche in Italia ma una dichiarazione pari a 500 euro mensili!

Il campione si difende dicendo che i contratti e le sponsorizzazioni sono intestati a lui ma in regini off-shore e quindi e’ li che (non) paga le tasse (visti i paradisi fiscali)

Una brutta annata per valentino rossi che dopo avere preso batoste dalla Ducati, dalla ex fidanzata e dai parazzi ora sta ricevendo il colpo del KO!

valentino rossi nudo

Gilera Fuoco: è nato il primo SUV delle moto

Friday, April 6th, 2007

A guardarlo di fronte potrebbe quasi sembrare un quad, ma appena ci giri intorno ti accorgi che manca qualcosa: dietro c’è una ruota sola! E allora ti domandi: ma che moto è? È presto detto. Si tratta della prima moto Sports Utility Vehicle, una moto cioè capace di prestazioni brillanti (Sports), comoda, capiente e maneggevole come uno scooter (Utility) e con tre ruote (Vehicle) per una stabilità ed una sicurezza mai viste prima su una qualsiasi dueruote. Si chiama Gilera Fuoco ed è parente stretto del Piaggio MP3 dal quale eredita il sofisticato sistema di geometria della doppia ruota anteriore, ma in più aggiunge un nuovissimo motore 500 cc da 40 CV e 42 Nm di coppia che lo può spingere fino a 150 km/h con accelerazione da 0 a 100 km/h in 7 secondi.

La domanda allora sorge spontanea: perché due ruote davanti invece di una sola? La risposta è semplice: doppia aderenza all’avantreno vuol dire moltiplicare la sicurezza sia in curva, sia sul dritto oltre che in frenata. Per di più, non serve neanche il cavalletto: basta premere un pulsante sul semi manubrio destro e il quadrilatero anteriore si blocca mantenedo la posizione in cui si trova e se questa corrisponde alla verticale la moto resta su senza neanche mettere un piede per terra. Un bel vantaggio in inverno o col brutto tempo quando si sta al calduccio sotto la copertina…

La sua prima apparizione, peraltro inaspettata, l’aveva fatta con il nome in codice “Spider” al Motor Show di Bologna del 2005. Da allora è stato progettato appositamente il nuovo motore ed affinata la sofisticata meccanica che rende possibile piegare come in moto pur trovandosi su un “triciclo”. Già allora aveva stupito per l’aspetto, ma soprattutto per le prestazioni dinamiche. L’arrivo dell’MP3 (oltre 12.000 già venduti e 150 prodotti al giorno) aveva concretizzato quello che sembrava dovesse restare un prototipo con motorizzazioni 125 e 250 cc, appena sufficienti a sopportare l’aggravio di peso che la geometria dell’avantreno comporta.

Oggi la Gilera apre nuovi scenari con il 500 cc che aggiunge quella sportività adeguata ad un mezzo che si pone a pieno tito come il veicolo per il commuting urbano/extra-urbano in assoluto comfort e in tutta sicurezza con l’ingombro ed i consumi di uno scooter. Accelerazione, ripresa e velocità di crociera non hanno nulla da invidiare ad una moto, ma in più Fuoco porta in dote un’ampia sella ben imbottita sotto la quale trova posto un vano capace di ospitare un casco integrale oltre all’ingegnoso bauletto-zaino posteriore che si ancora saldamente al telaietto posteriore e una volta smontato si porta comodamente in spalla. Aggiungendo poi un bel parabrezza (magari in futuro dotato anche di tergicristallo) e la moto-coperta questo tre ruote può fare una bella concorrenza all’auto per gli spostamenti casa-lavoro, ma anche per l’aperitivo in centro.

A fine maggio sarà nelle concessionarie Gilera italiane in tre colorazioni (nero opaco, rosso e argento) a 7.600 Euro, un prezzo premium che non spaventerà certo i clienti di scooteroni di grossa cilindrata, soprattutto dopo aver fatto una prova su strada. È proprio il caso di dire che chi lo prova non torna più indietro. I proprietari di T-Max e Burgman sono avvisati: quando vedranno sfrecciare il Fuoco in curva sul pavé attraversato dai binari del tram a velocità impensabili per un qualsiasi scooter, ne avranno anche la prova tangibile.

Triumph Speed Triple

Thursday, March 29th, 2007

Se una moto è cattiva, piace. È il leit motiv delle naked muscolose degli ultimi tempi, che stanno sostituendo, nell’immaginario sportivo del pubblico, con i loro bei manubri larghi e alti, le carenate con posture da fachiri. E la Triumph Speed Triple non si discosta da questo filone, che peraltro ha inaugurato proprio lei nel 1996 con la T509: doppio faro che non si era mai visto, telaio e motore derivati da quelli di una sportiva e linea cattiva che più non si può. La Speed di oggi è il risultato di una evoluzione che l’ha portata ad essere sia più raffinata che più aggressiva.

Più raffinata, perché il motore è ad iniezione, è catalizzato ed omologato Euro 3 (da quest’anno) e gira liscio come seta a tutti i regimi; più aggressiva perché i cavalli e la coppia sono veramente tanti, e il comportamento stradale consente di tener testa a qualsiasi cosa si muova su due ruote. Il prezzo non è nemmeno esagerato (11.500 Euro), se lo si paragona a quello della concorrenza, fatta di MV Brutale, Benelli TNT, KTM Superduke, Monster S4, Buell Lightning e molte altre: un classico che non sembra invecchiare, ma anche un’arma da curve efficacissima e anche un pizzico di “coolness” che non guasta mai. Carlo Talamo, il compianto “inventore” delle Triumph in Italia, sarà sicuramente contento: la Speed ultima generazione l’ha praticamente disegnata lui, immaginando un codino cortissimo, quasi monoposto, che ha ridato lustro ad una linea che ultimamente aveva stancato. Ora la proporzione tra l’anteriore muscoloso (merito anche della nuova forcella a steli rovesciati) e il posteriore corto e filante, è attualissimo, piacevole, e ben realizzato. Le finiture mostrano una cura decisamente superiore che in passato, anche se non sono ancora a livello di certe giapponesi: belle le due leve regolabili, le staffe delle pedane per il passeggero e tutte le superfici in alluminio satinato o la piastra inferiore di sterzo chiusa da tre viti come usa ora. Un bell’insieme, anche se certi particolari potrebbero essere ulteriormente migliorati. Come il blocchetto chiave, ad esempio, privo di immobilizer.

La strumentazione, dal disegno moderno e dalle dimensioni raccolte, fornisce un buon numero di informazioni. Contagiri analogico con led per il cambio marcia, un display per la visualizzazione del tachimetro, contachilometri totale e parziale. Sul secondo display vengono invece visualizzati l’orologio, velocità media e massima, consumi medio e istantaneo, tempo di viaggio e temperatura liquido di raffreddamento. Manca purtroppo il livello del carburante. La posizione di guida è moderatamente caricata in avanti; le pedane sono alte, ma non troppo e anche i meno lunghi di gamba toccano a terra piuttosto agevolmente, grazie alla sella ben conformata sotto alla quale è difficile immaginare di stivare più di un paio di guanti. Il passeggero non se la passa per niente bene: la porzione di sella a lui riservata è molto ridotta, e le pedane sono alte. Inoltre ci sono i due scarichi a infastidire e manca la maniglia. Il messaggio è chiaro: solo passaggi colti “al volo”É Tecnicamente, nulla di rivoluzionario, ma un “pacchetto” veramente maturo e a punto, frutto di affinamenti successivi che hanno permesso di tenere il passo della concorrenza più aggressiva, se non di sopravanzarla. Il telaio di alluminio dal caratteristico andamento “sinuoso” è lo stesso di sempre, ma è stato alleggerito di 750 grammi: ora il peso complessivo della Speed è di 189 kg dichiarati a secco. Il monobraccio posteriore (con monoammortizzatore Showa completamente regolabile) mette in bella mostra un cerchio tutto nuovo a cinque razze sdoppiate e sottili. Il motore è un tre cilindri, ovviamente, da 1.050 cc, dodici valvole a doppio albero a camme in testa, da 130 CV a 9.100 giri e 105 Nm di coppia massima a 5.100. Ha in comune col vecchio i rapporti del cambio e poco più. Il resto è tutto nuovo: l’albero motore, i pistoni forgiati che consentono un rapporto di compressione da 12:1, il profilo delle camme (con catena di distribuzione alla destra del motore). Nuova anche la forma delle camere di combustione, che “respirano” attraverso valvole da 33,5 mm (aspirazione) e 27 mm (scarico). La geometria di sterzo non è variata: l’angolo del cannotto è di 23,5°, che genera un’avancorsa di 84 mm. La forcella Showa, completamente regolabile, ha steli rovesciati da 45 mm, sui quali sono montate pinze freno ad attacco radiale, marchiate Nissin. Importante l’adozione del pneumatico posteriore da 180, in luogo del precedente 190, che ha regalato un pizzico di agilità in più, a dispetto di quote ciclistiche invariate.