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Archive for the 'Sanremo' Category

Sanremo 2008 Chiambretti con Baudo

Saturday, June 23rd, 2007

Piero Chiambretti affianchera’ Pippo Baudo nell’edizione 2008 del Festival di Sanremo.’ Non sono Michelle Hunziker - ha scherzato lo stesso Chiambretti - ma costo meno e quindi partiamo col piede giusto. Sanremo e’ un evento cosi’ importante che un solo conduttore non bastava: saremo la prima coppia di fatto nella storia del Festival’.

Michelle Hunziker cade sul palco di Sanremo

Monday, March 5th, 2007

03-03-2007 SanRemo 2007 Michelle Hunziker cade in diretta
01:59

 

Una caduta di … “ciapet” non poteva mancare quest’anno al Festival!

Festival: Baudo attacca Prodi e Del Noce

Monday, March 5th, 2007

 

Flaiano lo aveva detto: «La situazione è drammatica ma non seria». Ecco i botti sparati da La Stampa che ha beccato, tra una trofia e un branzino, Fabrizio Del Noce in una confessione clamorosa: «Tra un anno torna Paolo Bonolis, sarà un’altra storia, Pippo è forte ma non per il pubblico più giovane, con Paolo ci assicureremo quel tipo di platea che la pubblicità ci richiede». Lo avrebbe detto dialogando con Guido Paglia, direttore delle relazioni esterne Rai. La notte ha portato altro scompiglio e oggi è partita l’operazione Salvate il soldato Baudo.

Conferenza stampa calda come il sole là fuori, spettatori metà di mille, Pippo con il capello storto, Del Noce in lieve ritardo ma pure lui controvento, la Hunziker già con la testa a Chiasso, il direttore generale Cappon che spedisce una missiva secca, mettendo all’angolo La Stampa ma anche Del Noce: «È non fondata qualunque voce e illazione sul conduttore della edizione 2008. Il festival e il suo successo sono strettamente legati a un progetto e alla qualità del prodotto, come dimostrato anche quest’anno. Le relative scelte saranno quindi fatte nei momenti opportuni e ai più alti livelli aziendali». Le ultime quattro parole sono un avviso al navigante Del Noce. Il quale in mezzo alla tempesta chiede aiuto al garante della privacy, si dice stupito e indignato della spiata ma non smentisce nemmeno una virgola «parole estrapolate dal contesto», Paglia conforta la tesi dicendosi pronto a testimoniare anche in tribunale contro «l’attacco ignobile».

Il soldato Baudo non aspettava altro per armarsi e partire: «Spero che in futuro Del Noce vada a mangiare molto raramente fuori e rifletta sulla vita e nei miei confronti. Abbiamo fatto più o meno gli ascolti di Bonolis ma per fortuna nostra e del Paese non c’è stato il morto che doveva arrivare a Ciampino (Calipari, ndr). Alè, fate domande così facciamo pezzi belli infuocati». Detto e fatto. Del Noce ha messo l’elmetto, Baudo ha incominciato con uno scoop: «Ho rimesso il mandato. Nel contratto di quest’anno c’era una clausola che mi dava il diritto di fare il direttore artistico anche l’anno venturo. Non l’ho firmata perché voglio che sia la direzione generale nel suo complesso a designarmi e io ad avere il diritto di rifiutare. Li ho liberati dal problema della mia successione. Non ho firmato il contratto alla vigilia della prima serata. Ho capito che aria tirava. Qualunque smentita non mi convince e non mi soddisfa». Del Noce l’aveva appena fatta, la smentita. Respinto. Si procede: «La mia carta di identità è fatta di cultura, ostinazione e passione, così vivo da 47 anni. Nessuno ha il diritto di offuscare, cancellare questo curriculum. Posso lavorare su Raidue o Raitre. Con Del Noce ho avuto sempre un rapporto strano, di amore e di distacco. Io non avrei mai parlato di un altro personaggio quando l’altro era sulla scena: è un problema di rispetto». Del Noce-Padrino: «Caro Pippo, ti stimo, capisco il tuo stato d’animo, capisco anche che le dichiarazioni su altri colleghi non ti siano piaciute. Io non ho mai avuto contatti con Bonolis. Tu chiedi il mio rispetto, io credo di meritare il tuo. Comunque sarà meglio parlarne a quattr’occhi». Baudo-Merola: «Te lo dico con tutto il cuore, questa è una grande famiglia, i direttori di rete sono importanti, non debbono essere protagonisti ma stare nell’ombra. Lo dico da fratello maggiore: meglio stare zitti che dire cose che possono offendere». Del Noce: «Ognuno dirige come vuole, i miei predecessori sono durati molto poco, molto meno di me. Io non ti insegno come condurre il festival e tu devi rispettare i risultati che ho ottenuto io». Zitelloni contro. Non è finita.

Baudo ha attaccato anche Prodi e il governo: «Il presidente ha un’idea sbagliata della Rai, la vuole privatizzare. Io sono suo amico ed elettore ma lo critico. La riforma Gentiloni ci mette fuori mercato, faremo la fine della Pbs, la rete pubblica americana che è scesa all’1 per cento di ascolti. E i soldi vanno altrove, dove sappiamo». Vuole dire Mediaset, non manca all’attacco: «Per Mediaset gli ultra 65 non contano, sia per la tv, sia per gli inserzionisti. È una bestialità detta da chi vuole vincere quando perde negli ascolti». Poi, stremato, dinanzi al fiorire di reazioni da repertorio nostrano, destra-centro-sinistra, ha sotterrato l’ascia: «Pagherò il mio sfogo, forse mi cacceranno dalla Rai ma cari politici occupatevi dei problemi della gente e non di questa vicenda».

Fiorello telefona e strilla: «Lasciali soli, vieni in radio con me». Pippo sfinito, accetta e annuncia che da oggi si mette a riposo. Informate Del Noce, un uomo solo, a Sanremo.

Svelato il mistero delle rose a Michelle - Sono di Cassano

Sunday, March 4th, 2007

Ha finalmente un nome il misterioso corteggiatore di Michelle Hunziker. A regalare il cesto con 500 rose alla bella conduttrice sarebbe infatti stato Antonio Cassano. A rivelarlo è stato il procuratore del giocatore: “Sì, è stato Antonio - ha detto Giuseppe Bozzo -. Cassano è sempre stato un ammiratore della Hunziker. Ha voluto così fargli il suo in bocca al lupo”.

La settimana scorsa l’omaggio floreale era stato recapitato alla presentatrice con un biglietto (”Tifo per te. A.C.”) ma la destinataria non aveva saputo sciogliere il dubbio sull’identità dell’ammiratore. Il mistero si è dunque svelato domenica, quando il procuratore del giocatore del Real Madrid ha raccontato tutto nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1.

E chissà che l’omaggio floreale non possa consolare la bella Michelle dopo le critiche ricevute da Aldo Grasso: “Mi dispiace per il voto di non sufficiente che mi è stato assegnato da lui - ha detto -. Sembra quasi che io sia stata la vera delusione di questo Festival. Però ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni e le rispetto”.

Sanremo, Alba Parietti indignata

Sunday, March 4th, 2007

 

 

“Perché non sarei degna della giuria?”, “Non capisco cosa vadano cercando certi critici musicali, tra i più blasonati, attaccando la mia ed altre presenze nella giuria di qualità di Sanremo. Con argomentazioni che rasentano l’offesa”. Alba Parietti si dice “indignata” da quanto letto su alcuni quotidiani sulla giuria di qualità composta da lei, Serena Autieri, Caprarica, Magalli, D’Alatri, Ghini, De Angelis, Palombelli e Coccoluto.

“Tra l’altro -aggiunge la conduttrice- gli appunti più velenosi sono quasi sempre riferiti a me. Non ho capito di cosa dovrei giustificarmi? Ho presentato 3 dopofestival, un festival di Sanremo, 7 anni di Vota la voce, ho fatto per oltre 5 anni la dj nelle radio private. Sono un’appassionata di musica, dal pop al rock, dalla musica sinfonica alla lirica fin da bambina. E soprattutto leggo, mi informo e ascolto. D’altronde questi signori potranno confermare che nessuno di loro ha un passato da musista. Né è vero che essere giornalisti è sempre sinonomo di grande sensibilità artistica”, prosegue la Parietti.

Secondo la conduttrice, fra l’altro, “visto che a Sanremo si parla soprattutto di musica pop, credo che anche da italiana media con una lunghissima frequentazione di spettacoli musicali sarò in grado di capire se un brano può piacere”.

Ma per Alba Parietti ci sono almeno due altri motivi che avranno portato ad optare per una simile composizione della giuria: “Intanto il fatto che le persone scelte siano estranee al mercato discografico mette al riparo da qualsiasi possibile pressione. Ma anche se il desiderio recondito, come comincio a credere, fosse una giuria di qualità composta da critici musicali, ci sarebbe stato un problema di orario: perché durante il festival dovrebbero essere impegnati nella chiusura dei loro articoli per il giorno dopo. Dunque lo lascino fa a noi, imcompetenti ma felici e fotogenici. In fondo saremo artisti che giudicano artisti: che male c’è?“.

“La cosa che proprio trovo inaccettabile da parte mia -conclude Parietti- è che i critici mi trattino, dopo 30 anni di carriera, come una cubista assurta alle cronache per una partecipazione ad un reality”.

(tgcom)

Sanremo: parlano i vincitori

Sunday, March 4th, 2007

 

 

Simone Cristicchi: “Il cantautore ha il grandissimo privilegio di poter raccontare il mondo. Questa canzone è nata prorompente da una forte emozione, che mi ha segnato molto. Sono felice che sia arrivata a tutti, anche se all’inizio lo pensavo difficile. Poi ho sentito anche l’emozione della gente. Il finale della mia canzone è tragico ma esprime anche una speranza, la speranza di un recupero di dignità”.
“Sento il mio come un percorso unico, e non lo dico per autocelebrarmi. Sono passato dalla finale del Festivalbar ad essere vincitore di una Targa Tenco a vincere il Festival di Sanremo, tutto in sei mesi”.
“A volte i matti, gli strambi, i bizzarri ci sorprendono: sono loro che ci danno il diritto di sentirci ‘normali’”.
“Le canzoni che escono come singolo ti etichettano. ‘Vorrei cantare come Biagio’ mi ha presentato in un modo, ora questa canzone mi presenta da un altro punto d vista. Mi piace pensare a me come a una macedonia, un caleidoscopio di possibilità”.
“Non mi interessa essere ricordato come vincitore, mi interessa che venga ricordata la mia canzone”.

Al Bano: “Non me l’aspettavo, dopo il voto della giuria di qualità. Ma le qualità hanno facce diverse. Perdono anche la giuria di qualità, come vuole il testo la mia canzone”.
“Non è solo il trionfo della melodia, ha vinto un rap: ma sottolineo il valore del testo di Cristicchi, che è una poesia in musica, e anche del mio”.
“Consiglio a Piero Mazzocchetti di alzare il suo cachet…”.
“Canterei volentieri la canzone di Piero, che fra l’altro è firmata da un grande compositore, Maurizio Fabrizio. Magari potremmo duettare, con Mazzocchetti… Fra l’altro abbiamo in comune l’arrangiatore, Alterisio Paoletti”.

“Sono ancora incredulo, scusatemi un attimo, devo riprendermi… Credo che quest’anno la melodia sia stata premiata. C’era evidentemente voglia di tornare alla melodia classica. Lo dimostrano due canzoni come la mia e quella di Albano completamente diverse, ma pur sempre classiche. Ho la avuto la grande soddisfazione di salire sul podio con una romanza”.
“Da domani… non accadrà niente, continuerò a fare quello che ho sempre fatto: cantare. Certo, ora potrò farlo anche in Italia. Adesso posso confessare di essere stato invidioso di Al Bano, che ho incontrato spesso in Germania ospite di molte trasmissioni televisive. Tornerò in Germania per la promozione del disco e perché la Germania mi ha dato davvero molto, anche se all’inizio ho avuto molte difficoltà: dovevo andare a cantare direttamente ai tavoli, perché molti non credevano che la voce che sentivano fosse veramente la mia”.

(rockol)

Sanremo: La paranza spopola sul Web

Sunday, March 4th, 2007

 

 

Ne ha ben donde Daniele Silvestri, intervistato da Repubblica circa le affermazioni di Caterina Caselli, che ha tacciato il Festival di eccessivo distacco dal reale mercato discografico, a rispondere “Ormai è Internet a dettare le nuove regole”: secondo i report comunicati dai maggiori music store online e dal sito di video-sharing Youtube, è proprio “La paranza” il bramo più amato dai navigatori della Rete.

(Quotidiano Nazionale, La Stampa, Repubblica, Corriere della Sera)

Sanremo, i risultati della giuria

Sunday, March 4th, 2007

Sono stati resi noti oggi i risultati della giuria demoscopica e del televoto. Ecco, di seguito, i dettagli delle classifiche:

Giuria demoscopica:

1) Simone Cristicchi, “Ti regalerò una rosa”
2) Daniele Silvestri, “La paranza”
3) Piero Mazzocchetti, “Schiavo d’amore”
4) Paolo Meneguzzi, “Musica”
5) Antonella Ruggiero, “Canzone fra le guerre”

Televoto (al quale sono pervenute circa 300.000 telefonate, delle quali circa il 50% da telefono fisso ed il rimanente 50% da cellulari):

1) Al Bano, “Nel perdono”
2) Simone Cristicchi, “Ti regalerò una rosa”
3) Piero Mazzocchetti, “Schiavo d’amore”
4) Mango, “Chissà se nevica”
5) Francesco con Roby Facchinetti, “Vivere normale”

A margine, è stata anche resa nota la classifica temporanea delle suonerie per cellulare più scaricate: ad oggi, il brano più gettonato dagli utenti è “La paranza” di Daniele Silverstri, seguito da “Il terzo fuochista” di Tosca e “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi. I download effettuati, secondo quando riferito dagli operatori, sarebbero stati circa 60.000.

(rockol)

Sanremo: vince Cristicchi

Sunday, March 4th, 2007

 

 

E’ Simone Cristicchi con la canzone “Ti regalerò una rosa” il vincitore del Festival di Sanremo 2007, mentre cala il sipario su un’edizione della kermesse canora che ha ottenuto complessivamente l’approvazione del pubblico, grazie anche alla coppia di presentatori Pippo Baudo-Michelle Hunziker.

Sul podio assieme a Cristicchi, 30 anni, ci sono Al Bano al secondo posto con il brano “Nel perdono” e Piero Mazzocchetti con la canzone “Schiavo d’amore”.

Per questa edizione si può parlare di successo anche negli ascolti, con in media, 10 milioni e 500 mila spettatori ieri davanti alla tv, con uno share medio del 54,27%, secondo quanto riferisce la Rai sul proprio sito Web.

Sono stati quasi 12 milioni e mezzo gli spettatori per la prima parte, totalizzando un milione e mezzo in più di spettatori rispetto al 2006 e ben sei punti in più di share rispetto all’edizione condotta da Giorgio Panariello lo scorso anno.

Il picco di ascolti è stato raggiunto alle 21,35 (con 13 milioni 672 mila spettatori) mentre il picco di share è stato raggiunto alla proclamazione del vincitore col 77,66%.

A vincere la sezione giovani di questo 57esimo Festival di Sanremo è stato Fabrizio Moro, con il brano “Pensa“, venerdì sera.

Ieri mattina era intervenuto sulla popolare kermesse canora anche il presidente del Consiglio Romano Prodi, che aveva definito “folli” gli ingaggi di Sanremo, dicendo però che questi compensi sono una logica conseguenza della concorrenza tra reti tv.

“Sono contrario a questi ingaggi folli ma (…) se la concorrenza dà un milione di euro, glieli deve dare anche la Rai”, aveva detto Prodi in una trasmissione radiofonica.

“Mi sembra che sia un grande Festival e insieme un grande spettacolo televisivo di qualità: un risultato che non c’era da molti anni. Il successo è confermato dai dati di ascolto che - al di là del valore assoluto - sono ancora più rilevanti se si considera la penetrazione sempre più forte delle pay tv”, ha detto - sempre ieri - Claudio Cappon dg della Rai [RAI.UL], spiegando che il merito è prima di tutto di Pippo Baudo, ma anche di tutta la squadra.

(reuters.it)

Sanremo e i compensi milionari

Sunday, March 4th, 2007

 

 

Sembrava tutto risolto: Pippo e Del Noce sfioravano la pomiciata hard, dopo l’ultimo bacio a guancia spianata. Restava solo da incorniciare per l’ennesima volta i lusinghieri ascolti (quasi undici milioni di telespettatori per il fluviale puntatone del venerdì) quando improvvisamente si è materializzato Lui. Nel Sanremo dei finti Califano e Ligabue, e degli spettri di Bonolis e Fiorello, è spuntato in extremis il vero Prodi. Come cercasse vendetta dopo aver visto il suo sosia preso per le palle, si è detto «assolutamente contrario a questi ingaggi folli, ma se ti metti a fare la tv commerciale e ci sono concorrenti che danno un milione di euro, purtroppo glieli deve dare anche la Rai. È una cosa indecente, ma inevitabile». A quel punto, la sala stampa infarcita di ospitoni e giurati vip, si raggelava davvero, come il Politburo degli anni Cinquanta evocato per scherzo, poco prima, da Massimo Ghini. Dalle narici di Pippo usciva un fumo spesso come quello di una locomotiva del Far West: «Il premier parla alla gente e deve accontentarla con sortite populiste. Il problema è se vogliono smantellare la Rai o no, se con budget ridotti vogliono farla diventare Telescuola che costa due lire ma non la vede più nessuno. Non vorrei che alla fine della favola Prodi fosse il più grande alleato di Berlusconi». Una larga intesa sotterranea come un fiume carsico? Difficile, ma la battuta è ghiotta. Baudone a quel punto vibra tutto e rincara la dose: «E le liquidazioni milionarie di Cimoli? Ha fatto pure fallire un’azienda». L’effetto “Volare” romba come un jet sulla testa del Paperone Alitalia, quasi cinquant’anni dopo Modugno.

Così, alla fine di quello che definisce il «festival della mia vita» (per l’impegno profuso), Pippo diventa un esternatore totale, un Picconatore come neanche il Cossiga d’antan. È ormai immarcabile: riesce anche a svincolarsi dalle trattenute di chi lo vorrebbe schierato di qua o di là. «Basta etichettare tutto e tutti. Io come Follini? Sono un antico demitiano, un centrista per natura, non voglio essere tirato per la giacca». Poi sfonda sulla fascia: «Parlo in maniera democratica e civile, se questo è apprezzato solo dalla sinistra… La verità è che mi esprimo con grande onestà intellettuale, non ho mai preferito nessuno solo perché è mio amico, e le uniche sottolineature le faccio per il mio paese, Militello. Spero che vogliate consentirmelo».

Strapaese: l’ex speranza politica di Democrazia Europea, il non-candidato al Governo della Sicilia, alla fine si rintana nel borgo natio: magari lo faranno sindaco ad honorem. La speranza - di tutti - è che invece resti qui in Riviera come direttore artistico a vita: ce ne fossero sempre, di festival così. Anche perché, nella disfida di Sanremo, il bersaglio scoperto, alla fine fine, non è Baudo ma proprio Del Noce. Che rivendica integrità morale e professionale: «Non avrei accettato di cambiare la mia linea editoriale a Raiuno perchè è cambiato il governo, altrimenti la mia dignità mi imporrebbe di andarmene». L’altra sera lo aveva attaccato - indirettamente - pure Zero, tra un «carrozzone» e l’altro. Ma il direttore non si faceva stropicciare la giacca: «Renato? È stato garbatissimo». E fin lì tiene botta. Sbraga invece, in maniera a dir poco bizzarra, ritornando sulla grana degli emolumenti. «Quanti artisti sono morti in povertà, quanti con un solo successo devono camparci una vita? Criticare singoli compensi è fare moralismo facile, il mondo dello spettacolo nel suo complesso è un sistema pieno di durezze». Non ci siamo: un conto è la legge Bacchelli, un conto i milioni frullati al vento.

E se la Hunziker consente alla Rai di rientrarci con pubblicità, ascolti e sponsor vari, meno accettabili sono quei 250 mila euro per l’autoglorificazione della Cruz. Mentre metà degli italiani faticano a mettere insieme il pranzo con la cena. In giornata, si accendono miccette a Palazzo: per Rampelli di An «Prodi fa il doppio gioco parlando di compensi stellari». L’Osservatorio Sociale chiede che la questione dei paghettoni sia affrontata dalla Corte dei Conti. E il ministro dell’Economia Visco ammette: «È un problema generale. Tutte queste forme di compensi per i professionisti e i manager sono esplose a dismisura mentre salari e pensioni sono rimasti dove erano». Da lontano si ode il ringhio popolare.

(iltempo.it)