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Dead or Alive Xtreme 2

Dead or Alive Xtreme 2

I giapponesi sono strani. Questa, almeno, la percezione che abbiamo noi occidentali del popolo del sol levante, pienamente corrisposta dai nipponici che ci considerano quanto meno bizzarri. Certo, videogiochi come Dead or Alive Xtreme non fanno che rafforzare questo gap culturale. Perché va bene creare un titolo di arti marziali che fa del seno rimbalzante delle poppute protagoniste un marchio di fabbrica, ma realizzare poi uno spin off per vedere queste bellezze (digitali) al bagno, sembra francamente un po’ troppo. E invece il gioco in questione ha avuto talmente successo, che ne è stato realizzato un seguito, ancora più voyeuristico del predecessore.

 

Ma andiamo con ordine. Dead or Alive è un picchiaduro piuttosto classico, che negli anni ha acquisito buon credito presso gli amanti del genere. Le sue caratteristiche base fondamentalmente sono tre: un sistema di combattimento piuttosto complesso ma soddisfacente, una grafica eccezionale subordinata quasi interamente al character design, ossia alla scelta dei protagonisti. Che sono in gran parte simpatiche signorine con misure di reggiseno esagerate. Segno distintivo del gioco, il seno “rimbalzante” che segue con dovizia di particolari le evoluzioni delle lottatrici. Ora, visto l’amore dei giapponesi per i non-giochi (quelli in cui in realtà non c’è niente da fare se non guardare e ogni tanto interagire) alla Tecmo hanno pensato bene di sfruttare la potenza dell’hardware Microsoft per mandare in vacanza tutte queste belle ragazze su di un’isola, dove l’unico compito del giocatore è quello di collezionare un’infinità di costumi, via via più succinti, e monili vari.

Piccoli consigli da Francesca


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