Lost Planet
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Il difetto maggiore della prima Xbox è stato lo scarso supporto delle software house nipponiche. A parte la Tecmo, praticamente acquistata dalla Microsoft, la console è stata snobbata dai giapponesi, troppo presi a programmare per Playstation e le varie console Nintendo per prestare attenzione all’Xbox, diffusissimo in occidente, pochissimo in Nippolandia. Per fortuna il 360 parte sotto auspici ben migliori. E così dopo i soliti giochi della Tecmo e Dead Rising, ecco che la Capcom sforna uno sparatutto abbastanza convenzionale, ma dalla grafica lussureggiante e dal design prettamente giapponese, accontentando in pratica il pubblico di tutto il mondo in un colpo solo.
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Lost Planet, è infatti uno sparatutto fantascientifico ambientato in un mondo dove le condizioni ambientali sono estreme ed ostili. I pirati delle nevi, combattono contro le creature indigene chiamate Akrid per procurarsi la preziosa energia termica di cui hanno bisogno per sopravvivere. Uno di loro, un pilota di nome Wayne, è stato salvato in extremis. La sua memoria ricorda solo pochi frammenti del suo passato, come l’assassinio di suo padre per mano degli Akrid. Cosa è realmente successo a Wayne? Chi si nasconde dietro il piano architettato dalla NEVEC (Neo venus Construction Corporation)? e perché ha architettato questo sterminio di massa che potrebbe annientare l’intera razza umana?
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