Maturità 2007: conto alla rovescia per 500000 studenti
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Notte prima degli esami sempre più vicina. È infatti ormai agli sgoccioli il conto alla rovescia per i quasi 500mila studenti che mercoledì affronteranno la prima prova scritta degli esami di maturità versione 2007. Un’edizione «all’insegna della serietà », ha assicurato il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ripristinando scrutinio finale e commissari esterni e dando un giro di vite ai «diplomifici».
I NUMERI - Saranno 497.296 i ragazzi che mercoledì prossimo dovranno affrontare la prima prova scritta, quella di italiano, valida per tutti i maturandi, che sono 12 mila in più rispetto allo scorso anno. Pochissimi, appena 146, gli «ottisti», quelli cioè che verranno ammessi all’esame un anno prima in virtù di pagelle eccellenti: 8 in tutte le materie al quarto anno, 7 in tutte le materie nei due anni precedenti e nessuna bocciatura all’attivo.
MODIFICHE - Per la prima volta, quest’anno, non sarà il ministro a scegliere le tracce dei temi visto che anche il figlio farà parte dell’esercito dei maturandi. Le modifiche dell’esame di stato hanno portato non solo al crollo dei candidati ammessi per merito, 146 contro i 1.667 dello scorso anno, ma anche ad un sensibile calo del numero di candidati esterni che furono lo scrso anno 36.302 e saranno in questa edizione 31.297 (-13,8%).
PROVE SCRITTE - Il primo ostacolo che gli studenti dovranno superare, la prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi di studio, è in calendario per il 20 giugno. Il giorno successivo toccherà al secondo scritto specifico per ogni indirizzo: latino al classico e matematica allo scientifico. Tempi diversi per i candidati di licei artistici e istituti d’arte: nei primi lo svolgimento della seconda prova continua, infatti, nei due giorni successivi, mentre nei secondi la prova si volge in non meno di tre giorni e in non più di cinque. Poiché uno dei giorni dello svolgimento di questa prova coincide con il sabato, la prova potrà essere sospesa per quei candidati che per motivi di culto non intendono proseguire l’esame in questo giorno. Terza e ultima prova scritta, definita collegialmente da ciscuna commissione, il 25 giugno.
ORALI - La data degli «orali», i cosiddetti colloqui, è stabilita invece da ciscuna commissione. Il colloquio è volto all’accertamento delle conoscenze e delle competenze acquisite nell’ultimo anno del corso di studi in relazione agli obiettivi generali e specifici propri dell’indirizzo di studio e delle basi culturali generali, nonché delle capacitá critiche dello studente. Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell’ultimo anno di corso. Anche quest’anno sarà possibile presentare una tesina redatta nel formato preferito, anche multimediale, o si potrà iniziare l’esame con un argomento a scelta del candidato e, negli indirizzi pedagogico-musicali, mediante l’esecuzione di un brano musicale. Durante il colloquio saranno inoltre sviluppati argomenti individuati dalla Commissione e discusse le prove scritte elaborate dallo
PERCENTUALI - Quanto alla distribuzione dei maturandi nei diversi indirizzi di studio, secondo i dati del ministero, emerge che la percentuale più alta di candidati, il 38,9% affronterà gli esami presso gli istituti tecnici (193.446 candidati); il 20,8% presso i licei scientifici (103.665); il 17,1% presso i professionali (85.248); il 10,1% (50.252) presso i licei classici; l’8,3% (41.129) presso gli ex istituti magistrali; il 3,8% (18.735) presso il licei artistici e gli istituti d’arte ed infine l’1% (4.821 candidati) presso i licei linguistici. La distribuzione territoriale dei candidati è molto diversificata. In quattro regioni si concentra quasi la metà dei candidati (47,2%): Campania: 67.272; Lombardia: 62.854; Sicilia: 54.745 e Lazio: 49.888. Appena 738 i maturandi della Valle d’Aosta.
VALUTAZIONE - Il voto finale verrà attribuito anche quest’anno seguendo i criteri utilizzati nelle passate edizioni: il minimo è sempre 60 e il massimo 100, ma la Commissione, quest’anno ha la possibilità di attribuire la lode agli studenti che conseguono il punteggio più alto senza fruire del bonus integrativo di 5 punti. Il voto finale è determinato dalla somma del credito scolastico, del punteggio delle prove scritte, del colloquio e di un bonus. Per quanto riguarda il credito scolastico: ciascun candidato può far valere un massimo di 20 punti quale credito per l’andamento degli studi e per le esperienze formative e culturali maturate fuori della scuola. Per il punteggio delle prove scritte sono 45 i punti totali a disposizione, ripartiti in ugual misura tra le tre prove (da 0 a 15 punti ciascuna). Ognuna delle prove è giudicata sufficiente se consegue almeno 10 punti mentre per il colloquio sono 35 i punti da assegnare. Il colloquio è giudicato sufficiente se consegue almeno 22 punti. Infine il Bonus che è di 5 punti e può essere assegnato dalla Commissione in aggiunta al voto finale a condizione che si abbia un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo nelle prove d’esame di almeno 70 punti. Grande novità di quest’anno è invece rappresentata dalla «Lode». Gli studenti che conseguono il punteggio massimo di 100 senza il «bonus» di 5 punti potranno infatti ottenere la lode.
COMMISSARI - Per esaminare i circa 500mila ragazzi sono stati nominati 118mila presidenti e commissari. In particolare sono 12.254 i presidenti di commissione di esame, 40.553 i commissari esterni, che rappresentano una delle novità più rilevanti del nuovo esame di stato, e 65.189 i commissari interni. Per quanto riguarda la provenienza dei presidenti e dei commissari esterni l’84,04% dei presidenti sono dirigenti scolastici o docenti di secondo grado di ruolo da almeno 10 anni e l’81,30% dei commissari esterni sono docenti del secondo grado con incarico a tempo indeterminato. Come previsto dalle nuove norme, le nomine sono state disposte in modo che il maggior numero possibile di presidenti e commissari esterni fosse assegnato ad istituti sede d’esame vicini a quelli in cui prestano servizio, sia per contenere il più possibile la spesa da parte dell’Amministrazione, sia per limitare il disagio del personale nominato. Il 98,23% dei presidenti sono stati quindi nominati nella stessa provincia di servizio (di cui il 30,89% nello stesso comune) e solo l’1,77% in provincia diversa della stessa regione. Mentre il 93,33 % dei commissari sono stati nominati nella stessa provincia di servizio (di cui il 43,75% nello stesso comune) ed il restante 6,67% presso commissioni in provincia diversa, ma nell’ambito della stessa regione. Nella gran parte dei casi (il 92% per i presidenti e l’87% per i commissari) le nomine sono state effettuate accogliendo le preferenze espresse dal personale.
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