Milano in mostra la donna colta e seduttrice dell’Antico Egitto
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Una donna moderna, colta e in carriera, signora della casa, ma anche abile seduttrice, considerata alla pari dell’uomo in un periodo storico che è sempre stato raccontato attraverso le personalità maschili. Da domani Milano ospiterà a distanza di 10 anni una mostra inedita sull’Antico Egitto: un viaggio attraverso 200 preziosi reperti archeologici — tra cui 20 sarcofagi esposti per la prima volta al pubblico, ori e pietre preziose, abiti drappeggiati, pitture e oggetti di corredo della casa — per raccontare le abitudini quotidiane della “moderna” donna egizia.
Regina, proprietaria di beni e terre, sacerdotessa, moglie, madre, il ritratto che viene dipinto nell’esposizione “Nefer. La donna dell’antico Egitto” — che si estenderà nelle sale del Palazzo Reale lungo un’area di oltre mille metri quadrati — attraverso gli oggetti e dettagli della vita quotidiana è quello di una donna estremamente “moderna”. Colta e emancipata, ma non solo. Seduttrice secondo il canone di bellezza egizia — snella, dalla pelle olivastra, le braccia sottili che cadono su fianchi ampi e i seni rotondi e piccoli — le opere in esposizione mostrano come la donna egizia sapesse esercitare il suo fascino attraverso l’uso di monili e gioielli con particolare cura negli abbinamenti cromatici.
Dodici musei archeologici italiani ed internazionali hanno aderito all’iniziativa — patrocinata dalla Regione Lombardia e dalla Sovrintendenza e dalla Fondazione al Museo egizio di Torino — che, articolata in 10 sezioni, per la prima volta parte dall’universo femminile nel divino, dove il concetto egizio di ordine cosmico è impersonato da una dea, per raccontare la storia della civiltà egizia, solitamente rappresentata attraverso i personaggi maschili. Tra le donne “in carriera” rappresentate nella mostra — presentata oggi, tra gli altri, dall’assessore alla Cultura del capoluogo lombardo Vittorio Sgarbi — la regina Hatshepsut, che governò da sola per ben 17 anni, Teie, Nefertiti, regina della riforma monoteistica che dà il nome alla mostra, Nefertari, grande sposa regale e saggia di Ramesse II e Tausert, che regnò da sola al termine della XIX dinastia.
Le opere d’arte dell’esposizione, curata da Elena Fontanella della Fondazione Dnart e Elvira D’Amicone, della sovrintentenza per i beni archeologici e per le antichità egizie di Torino, saranno messe in mostra fino al 9 aprile. Tutelata dalle disposizioni giuridiche, la donna dell’Antico Egitto era posta su un piano di assoluta uguaglianza all’uomo, dall’istruzione alla vita matura, dove esercitava un ruolo attivo anche oltre l’ambito della corte e del clero, svolgendo incarichi importanti in campo politico e giuridico.
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