Zelda: The Twilight Princess
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Il nome “Zelda” evoca negli amanti di videogiochi, magari non dell’ultimissa ora, bellissimi ricordi. La serie della Nintendo con l’eroe di verde vestito, infatti, sin dalla notte dei tempi (leggi Game & Watch e primo Nintendo 8 bit) ha cosituito uno dei capisaldi su cui la casa giapponese ha costruito il suo successo. E giustamente. Infatti Zelda è la quinta essenza dell’avventura, della magia, del prodigio di un videogioco che riesce a far emozionare, sorridere, arrabbiarsi e, cosa più importante, divertire. E’ l’unica serie che, pur mantenendo alcuni elementi identici negli anni, ha creato uno standard inimitabile: chiunque abbia provato a copiare, imitare o anche solo ispirarsi a Zelda è incorso in brutte figure.
Potete ben immaginare quale fosse l’attesa dei vidogiocatori, e dei recensori, che aspettano ogni capitolo della serie come un piccolo messia che porterà luce sulla console impolverata. Sì, perché i capitoli di Zelda sono centellinati negli anni, somministrati a piccolissime dosi. Pensate che quest’ultimo, Zelda: The Twilight Princess, è stato annunciato anni fa. Nel frattempo, di cose ne sono cambiate: tra le altre, la Nintendo ha lanciato il Wii. E così il gioco che avrebbe dovuto rivitalizzare il Gamecube è diventato il titolo più importante per la nuova console e il suo rivoluzionario sistema di controllo.
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