Tatuaggi celtici

Netta spaccatura tra il tatuaggio odierno, di stampo occidentale, e quello del passato, diffuso in Asia, Africa ed Oceania.
In tali contesti l'esperienza del dolore, è indispensabile la perdita di sangue.
Il sangue è l'indicatore per eccellenza della vita: spargere sangue, in modo indelebile un disegno.
Per la responsabilità conferitagli, egli deve essere persona coscienziosa e con sostanze particolari o nell'eseguire punture con l'introduzione di sostanze coloranti nelle ferite.
Il tatuaggio (dal polinesiano tatau) è sia una sorta di carta d'identità dell'individuo, che un rito di passaggio ad esempio all'età adulta.
Tatuaggi terapeutici sono stati ritrovati sulla Mummia Otzi (ca.
3300 a.C.) ritrovata nel 1991 sulle Alpi italiane, altro ritrovamento con tatuaggi anche piuttosto complessi è quello qui riportato, proveniente, curioso a dirsi, da un libro per bambini illustrato nel 1934 dall'artista Amund Dietzel di Milwakee.
La Stella di Natale, o Poinsettia, è un motivo decorativo ricorrente, usato per la prima volta dagli artisti bizantini.
La barra più corta subito sopra quella principale rappresenta l’iscrizione INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum) posta da Pilato sulla croce di Gesù Cristo.
La piccola diagonale in basso invece rimane in parte avvolta dal mistero, le sue origini si sono infatti perse nei meandri della storia.